(musica e audio per) arti performative
Musica scritta e suonata su e per il palcoscenico, oppure senza palcoscenico.
Teatro, danza e performance in luoghi convenzionali e non.
Opos Milano, 29 marzo 2025
MESSAINABISSO#0
“C’è uno spazio scenico, una danzatrice e un musicista. Dietro alla danzatrice e opposto al pubblico, c’è una superficie bianca. Il corpo in movimento della danzatrice viene ripreso da una camera di scena e proiettato in tempo reale, creando spazi simulati e virtuali che si mescolano alla realtà – creando doppi, alternative e variazioni di quello che si vede nel reale. Una mise en abyme che si discioglie nelle pareti dello spazio.”
È avvenuta una replica il 23 aprile durante il finissage di una mostra allestita sempre nello spazio OPOS, che ha visto una serata dedicata alla messa in scena di MESSAINABISSO#0.
Direzione: Gregorio Baù, Sebastiano Ratti
Co-direzione: Duccio Zanone
Danza: Sofia Gattamorta
Musica: Giovanni Falascone
Videocamera live: Sebastiano Ratti

Milano, 2022
Harry
<< Nello spettacolo Harry (r. Giorgio Pesenti, m. Sebastiano Ratti, 2022) la struttura che mette in relazione la musica con l’azione scenica è un esempio particolarmente calzante delle possibilità di estensione dei livelli che presenta il teatro. La vicenda si svolge al confine tra la realtà e la mente di Me, una madre-soldato americana partita per una missione di guerra in medio oriente quando suo figlio aveva quattro anni; lo spettacolo per intero è lo spaccato del trauma che la donna vive, data la frizione fortissima tra la figura di “soldato” e quella di “madre” che coesistono in lei. La colonna musiche è strutturata in tre parti: i) una di livello esterno, come commento musicale diffuso dal sistema audio del teatro, ii) degli interventi cantati da parte degli attori, in alcuni casi interagendo con delle parti strumentali pre- registrate e iii) l’esecuzione del percussionista in scena. Se le parti i) e ii) sono piuttosto immediate nell’analisi, la terza richiede una discussione leggermente più ampia.
Sono presenti quattro attori in scena dove la prima costituisce la protagonista, Me, mentre gli altri tre, di cui uno percussionista, sono cosiddette “funzioni”, ossia attori che hanno la possibilità di vestire i panni di vari personaggi secondo necessità. L’artificio è visibile al pubblico, nel senso che una volta dedotte le “regole” nelle prime scene è chiara la natura di funzione dei tre attori. Se due di questi manifestano, secondo le attente disposizioni del regista, personaggi appartenenti alla vita e ai ricordi di Me – il figlio Harry, il marito, un dottore, un soldato, etc. – il terzo (il percussionista) incarna per quasi tutto lo spettacolo una parte drammatica molto più sottile: instaurando una forte relazione tra gli interventi di percussioni e le azioni/reazioni di Me, la terza funzione si dedica a manifestare il trauma stesso presente nella mente della donna. Sulla scia di un utilizzo delle musiche simile a quello del sopracitato Birdman, il set di percussioni è emanazione della mente della protagonista e noi la sentiamo come proveniente dalla mente della stessa. Un’ulteriore complessità ci porta a ipotizzare una sorta di metadiegesi (vedasi cap. 4.1) instaurata su di un livello mediato, in quanto i suoni prodotti dal percussionista sono ripresi da dei microfoni e passati in un set di live electronics direttamente controllato dal compositore in regia – aggiungendo un livello filtrante rispetto ai suoni prodotti dalla mente di Me, e presentando una pasta sonora che espande la resa timbrica degli strumenti e crea una finestra che permette allo spettatore di osservare la mente di Me – e di assistere alla sua nuda complessità. – >>
– Estratto da “Livello Mediato e Metadiegesi – la relazione tra suono, musica e contesto narrativo. Riflessioni sulle funzioni drammaturgiche di livello mediato.” (Sebastiano Ratti)
Sceneggiatura: Seong-hyeon Jeon;
Regia: Giorgio Pesenti;
Con: Giulia Rossoni – Lorenzo Giovannetti – Leonardo Moroni;
Percussionista: Davide Broggini.
Musiche: Sebastiano Ratti;
Testi: Giorgio Pesenti;
Luci: Luigi Biondi;
Costumi e scenografia: Martina Criconia, Martina Villa, Sofia Marani e Chiara Doniselli;
Tutor del progetto: Massimiliano Cividati;
Ph: Marina Alessi

Biella/Torino, 2018
Suite per teatro
chitarra: Sebastiano Ratti
registrazione e mix: Martino Pini


